Nuove norme europee per dimezzare numero vittime stradali
Tutti i 27 Paesi dell'UE hanno risposto all'appello dell'Europa e si sono impegnati a collaborare. Del resto già negli ultimi anni si sono fatti molti progressi. In Italia il numero di vittime mortali per milione d'abitanti è sceso da 125 a 68: una riduzione del 43%. A livello UE, si è passati da 113 a 69, con un meno 36%. Il nostro Paese, qundi si è rivelato particolarmente virtuoso, scendendo al di sotto della media europea. Le previsioni per il 2010 indicano un calo degli incidenti stradali pari al -40% (rispetto al -36% del 2009).
Grecia e Romania sono i Paesi in cui si muore di più: 130 vittime ogni milione di persone, mentre la Gran Bretagna è il Paese più "virtuoso", con 38 morti. Siim Kallas, commissario europeo per i trasporti, ha dichiarato: "Ogni giorno sulle strade europee muoiono cento persone. Dal 2001 abbiamo fatto dei progressi e siamo riusciti a salvare quasi 80 000 vite, ma il numero di morti e di feriti è ancora inaccettabile. Vogliamo dimezzare il numero di vittime entro il 2020 e per farcela ci interesseremo al tipo di auto guidate così come alle condizioni e alle modalità di guida."
Il costo economico degli incidenti stradali per la società è stimato attorno ai 130 miliardi di euro. Per ogni morto ci sono circa 4 invalidi permanenti, 10 feriti gravi e 40 lievi. Gli obiettivi strategici delle iniziative proposte, che operano su veicoli, infrastrutture e comportamenti dei conducenti, sono sette: maggiori misure di sicurezza per i mezzi pesanti e le automobili, strade più sicure, messa a punto di veicoli intelligenti, rafforzamento della formazione e del sistema di rilascio delle patenti, maggiore controllo dell'attuazione delle norme, azioni mirate per i feriti e maggiore attenzione ai motociclisti.
Sulla sicurezza dei veicoli, negli anni scorsi si è lavorato molto sui dispositivi di sicurezza “passivi”, come le cinture di sicurezza e gli airbag. In futuro, entro il 2020, entrerà in vigore una serie di nuove misure di "sicurezza attiva" che comprenderà, ad esempio, il controllo elettronico obbligatorio della stabilità per ridurre il rischio di perdita di stabilità o di ribaltamento, dei sistemi obbligatori di avviso di uscita di corsia o di di frenaggio di emergenza (per autocarri e autobus). I limitatori di velocità saranno resi obbligatori anche per veicoli commerciali e furgoni leggeri, mentre i veicoli elettrici partiranno con severe norme tecniche per la sicurezza.
Quanto alle infrastrutture, potranno beneficiare di fondi europei soltanto quelle conformi alle direttive sulla sicurezza stradale e sulla sicurezza nelle gallerie. Tutte queste norme saranno poi estese anche alle strade rurali, con verifiche di sicurezza per l'infrastruttura, l'identificazione dei punti pericolosi e controlli. Sarà accelerata l'introduzione del sistema elettronico di chiamata di emergenza (e-Call) e degli altri strumenti di tecnologie intelligenti.
La direttiva sulla patente di guida UE conterrà criteri minimi per gli istruttori di guida, un un periodo di tirocinio/guida accompagnata prima del rilascio della patente, dei periodi di prova dopo l'esame di guida e, se possibile, esami di guida ecologica fra le prove teoriche e pratiche. La cooperazione tra i Paesi UE renderà ancora più severe i controlli su velocità, alcool e mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, che continuano ad essere le tre principali cause di morte sulla strada.
Un settore in cui i risultati stentano ad arrivare è quello dei motociclisti. Le norme che saranno proposte a livello europeo comprendono, tra l'altro, una serie di misure funzionali per la sicurezza del veicolo, come l'obbligo di installare sistemi di frenatura avanzati, o misure contro la manomissione dei motori, lo studio sull'installazione sui motocicli di dispositivi tipo airbag, e l'estensione della normativa UE sulle ispezioni e i controlli tecnici a tutti i veicoli a due ruote a motore.
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