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L’archivio ATER racconta la storia urbana di Venezia

13/03/2015
E’ stata presentata all’Università IUAV di Venezia la mostra “IACP – ATER VENEZIA TRA LAGUNA E TERRAFERMA. La nascita della Grande Venezia 1914 - 1936”, allestita dall’ateneo veneziano in collaborazione con Ater Venezia.
La mostra, visitabile fino al 3 aprile in sala espositiva dell’Archivio Progetti di Iuav, (Cotonificio, Dorsoduro 2196), rende disponibile per la prima volta il patrimonio di materiali raccolto nell’Archivio di Ater. Un percorso espositivo di 85 disegni, 40 foto, una trentina di documenti e alcuni estratti di riviste d'epoca, che illustra alcuni tra i principali interventi realizzati dallo IACP negli anni compresi tra le due guerre, anni cruciali per la nascita del policentrismo urbano che caratterizza lo sviluppo di Venezia nel Novecento. San Rocco, Città giardino del Lido, Campo di Marte alla Giudecca, Santa Marta, Città giardino di Porto Marghera, San Giuliano a Mestre, sono solo alcuni degli esempi di quartieri sorti dall’iniziativa di IACP/ATER che ha svolto un ruolo determinante nella morfologia urbana veneziana.

«La storia recente della città, grazie anche alla collaborazione tra amministrazione pubblica e fondazioni private, ha consentito la costruzione di significativi interventi per la residenza nel centro storico di Venezia firmati da alcuni tra i più noti architetti contemporanei – afferma Alberto Mazzonetto, presidente di Ater Venezia – Ater è orgogliosa dei aver attivato questo percorso, fortemente voluto, insieme a Iuav, a Federcasa e al Gruppo del Nord Est per l’Edilizia Residenziale Pubblica in occasione del centenario di Ater.
Per un secolo, – prosegue Mazzonetto - l’attività degli Iacp è stata protagonista primaria del ripopolamento del centro storico di Venezia, soprattutto in risposta alla domanda di residenza delle fasce di utenti con minori possibilità economiche. Il passaggio delle competenze dallo Stato alle Regioni negli anni 90 con la trasformazione degli IACP in ATER/ALER si è rivelata un’esperienza che ha penalizzato le politiche della residenza soprattutto dal punto di vista normativo. I nuovi enti, infatti, a causa dei nuovi carichi fiscali hanno subito il dimezzamento delle risorse da destinare alla manutenzione. È mancata, inoltre, negli anni recenti una visione strategica e una volontà normativa in grado di adeguare i canoni degli alloggi Ater che mediamente coprono solo il 50% dei costi di gestione, di regolare le assegnazioni a livello provinciale e direttamente dagli Ater in ragione di una mobilità sempre più diffusa. E non da ultimo il calo esponenziale dei fondi comunali dedicati al sociale rischia di scaricare sulle Ater i problemi sempre pù pressanti delle morosità e dell’emergenza sfratti che, probabilmente, solo un’adeguata politica nazionale potrebbe fronteggiare».

«La mostra è la seconda tappa di un percorso di ricerca sull’architettura contemporanea a Venezia, avviato nel dicembre 2014 da Iuav, in collaborazione con Ater di Venezia e Federcasa e Associazione Nord Est. Se in occasione del convegno si sono ripercorse alcune tappe significative del dibattito sull’architettura veneziana dal Novecento a oggi – afferma Maria Bonaiti, docente del Dipartimento di Cultura del Progetto di Iuav – la mostra che si inaugura all’Archivio Progetti dell’Università Iuav pone l’attenzione sull’attività svolta da IACP/ATER negli anni compresi tra le due guerre: anni cruciali per la nascita del policentrismo urbano che caratterizza lo sviluppo di Venezia nel Novecento.

Come i numerosi disegni esposti documentano, pur favorendo lo sviluppo di Venezia in senso moderno, gli interventi promossi dall’Istituto non sembrano aver mai trascurato il rapporto con il particolare ambiente lagunare, alla ricerca di un equilibrio tra modernità e tradizione. Il percorso espositivo – continua Bonaiti - è articolato in diverse sezioni che riguardano i principali quartieri di edilizia popolare realizzati dallo IACP negli anni tra le due guerre: Città Giardino al Lido, Santa Marta, Campo di Marte alla Giudecca, Sant’Elena, Marghera».

Fonte: Ufficio Stampa Ater Venezia

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