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La burocrazia frena allo sviluppo delle imprese artigiane

12/10/2018
La burocrazia frena allo sviluppo delle imprese artigianeÈ la burocrazia il vero bastone tra le ruote per lo sviluppo dell’imprenditoria, in particolare della piccola e media e dei servizi. Lo rileva “Comune che vai, burocrazia che trovi”, la prima edizione dell’Osservatorio CNA che ne misura il peso sull’avvio di impresa prendendo a esempio cinque tipologie: acconciatura, bar, autoriparazione, gelateria, falegnameria.
Prima di stringere il primo bullone, un aspirante autoriparatore in Italia per aprire la propria nuova officina deve sottostare fino a 86 adempimenti, contattare fino a 30 enti doversi per ben 48 volte e spendere oltre 18.500 euro. Non va meglio per un aspirante falegname che di adempimenti ne ha 78, ma deve spendere quasi 20 mila euro. Nel Veneto hanno partecipato allo studio dell’Osservatorio nazionale di CNA, le territoriali di Padova, Venezia e Vicenza: «Lo diciamo da anni – commenta Alessandro Conte, Presidente di CNA Venetola burocrazia non ci è amica. Con questo report del nostro osservatorio purtroppo andiamo a dimostrare che la realtà ha superato, e non di poco, quelle che erano le sensazioni. Ma se questi dati sono focalizzati su nuove aperture di impresa, non è che chi l’impresa l’ha già non si deve confrontare quotidianamente con uffici e burocrati. Quasi ogni giorno della nostra vita imprenditoriale prevede un adempimento che spesso equivale ad un costo, non fosse altro che per il tempo necessario ad assolverlo».

Il vero nodo è nella duplicazione delle competenze e in una PA che non dialoga al proprio interno

Il pacchetto di proposte CNA che scaturisce dal report prevede: una cabina di regia sulla qualità della regolamentazione, la revisione della legislazione, la digitalizzazione e interoperabilità tra banche dati. Ma anche la piena operatività dell’Agenzia per le imprese, la standardizzazione della modulistica e la trasparenza e accessibilità dei siti PA per la semplificazione del sistema.
Mentre, per singolo aspetto, CNA chiede una modulistica unica per le insegne di esercizio, la semplificazione per l’autorizzazione unica ambientale e per gli adempimenti sui rifiuti, e la ridefinizione delle classi di rischio per il SSN. In sostanza, conclude il presidente Alessandro Conte: «Chiediamo una sforbiciata, una semplificazione, l’unificazione di competenze e l’uso della digitalizzazione che permetta ai diversi soggetti della PA di dialogare tra loro senza bisogno della presenza fisica dell’imprenditore».

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