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I locali da ballo veneziani si appellano alla Regione Veneto

29/04/2020
I locali da ballo veneziani si appellano alla Regione VenetoA lanciare l’appello è Franco Polato, Presidente del S.I.L.B. (Sindacato Italiano Locali da Ballo) – Confcommercio Metropolitana di Venezia e Rovigo: «Siamo consci di non poter essere una priorità per il Governo in questa fase di emergenza, così come comprendiamo le difficoltà di rendere compatibili le nostre attività con il necessario principio del distanziamento sociale e, proprio per questo, dopo essere stati i primi a chiudere saremo fra gli ultimi a riaprire. Ciò, però, non deve essere una condanna a morte per un settore importante dell’offerta turistica italiana ed in particolare dei litorali come quello veneto; per ciò speriamo che almeno la Regione non ci dimentichi». Polato ha coordinato l’assemblea on-line, convocata per confrontarsi sulla drammatica congiuntura vissuta dal settore locale che, oltre ai 350 dipendenti diretti, anima un indotto con circa 3.000 posti di lavoro, allo stato attuale senza alcuna prospettiva.
L’incontro è avvenuto in concomitanza con la presentazione del “protocollo sicurezza” per la riapertura di discoteche e discobar al responsabile della task force anti Coronavirus, Vittorio Colao; a consegnarlo è stato Maurizio Pasca, Presidente del S.I.L.B., ma anche referente europeo per il “mondo del divertimento”, presente “da remoto” all’assemblea virtuale veneziana.
Dopo aver informato sulle prospettive per i locali spagnoli e francesi, non migliori di quelle italiane, ma anche su alcuni tentativi di riapertura in Germania, Gran Bretagna e Paesi nordici, Pasca ha illustrato le richieste presentate dal S.I.L.B. al Governo ed a sostegno delle quali si terrà una manifestazione nazionale a Roma, appena torneranno liberi gli spostamenti fra regioni, presumibilmente a metà maggio. Fra le richieste avanzate: la “pace fiscale” per tutto il 2020; la sospensione di mutui e finanziamenti in essere, così come delle utenze con il correlato stop alle interruzioni di servizio per morosità; il ripristino dei voucher cartacei; la riduzione dell’IVA dal 22% al 10% al pari degli altri settori dello spettacolo; il blocco degli sfratti per impossibilità a pagare la locazione; agevolazioni per l’accesso al credito.


Per quanto riguarda la riapertura dei locali, sono state presentate alcune proposte-pilota in Puglia e Campania: cospicua riduzione degli ingressi, secondo le regole del distanziamento sociale e con l’uso di termoscanner; difficile, invece, l’obbligo di mascherine e guanti.
Fra i tanti problemi, il pagamento dei canoni d’affitto e delle forniture è tema, che assilla i gestori di discoteche e discobar; per questo, è consigliata la rinegoziazione degli accordi a fronte dell’imprevista situazione venutasi a creare.
Analogamente, sul piano locale, si chiede la riduzione di alcune imposte ad iniziare da quella sui rifiuti; Confcommercio Metropolitana di Venezia ha avviato un dialogo con le Amministrazioni Comunali, attualmente frenate però dal timore di essere accusate per danno erariale. All’incontro sono intervenuti anche Mauro Rocchesso, Direttore Fidimpresa & Turismo Veneto e Alberto Teso, avvocato esperto in problematiche commerciali.

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