Notice: Undefined offset: 0 in /home/adaster/public_html/appr/app_filml.php on line 15

Notice: Undefined offset: 0 in /home/adaster/public_html/appr/app_filml.php on line 17

Notice: Undefined offset: 0 in /home/adaster/public_html/appr/app_filml.php on line 17

Notice: Undefined offset: 0 in /home/adaster/public_html/appr/app_filml.php on line 20

Notice: Undefined offset: 0 in /home/adaster/public_html/appr/app_filml.php on line 20
- Approfondimenti - Asterisco Informazioni
  torna al sito di asterisco


Notice: Undefined offset: 0 in /home/adaster/public_html/appr/app_film.php on line 2

alcune altre interviste a

Il trend della raccolta differenziata nel Veneto è positivo: nel 2016 si attesta al 67,1% con un +0,6% in più rispetto all’anno precedente, a fronte di una produzione complessiva di rifiuti urbani di circa 2.238.492 tonnellate, che fa registrare un aumento del +2,2%. Lo mette in evidenza l’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti urbani nel Veneto”, curato dall’Osservatorio Regionale Rifiuti istituito presso l’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto. In sostanza i rifiuti urbani raggiungono la media di 456 kg di produzione annua procapite, con un aumento del +2,3%. In totale i rifiuti urbani avviati a recupero nel 2016 ammontano a oltre 1,6 milioni di tonnellate. I rifiuti urbani inceneriti negli impianti di Padova e di Schio sono stati pari a 203 mila tonnellate annue, solo il 9% del rifiuto prodotto, mentre i quantitativi conferiti nelle 10 discariche attive sul territorio regionale sono stati pari a 94 mila tonnellate, cioè il 4% del totale. Solo le enormi presenze turistiche nella provincia di Venezia ‘sbilanciano’ i dati regionali Per quanto riguarda i dati di raccolta differenziata, l’obiettivo del 60% previsto dalla legge nazionale è stato superato da tutte le province tranne Venezia che, a causa del turismo, è a quota 50,6%. «Il sistema di gestione dei rifiuti urbani il Veneto, così come è oggi strutturato – sottolinea l’Assessore alle politiche ambientali, Gianpaolo Bottacin – anticipa e realizza gli scenari dell’economia circolare, in cui la materia viene riutilizzata il più possibile. In questo senso non è negativo neppure l’aumento del 2% dei rifiuti prodotti nel 2016, in considerazione del fatto che il Veneto è la prima regione turistica d’Italia con oltre 65 milioni di presenze annue e il dato è indice di crescita del tessuto produttivo».
Babbo Natale è arrivato a Marcon e, testimoni centinaia e centinaia di persone, ha preso casa al centro commerciale Valecenter che ora, e per tutto il periodo festivo, è uno sfavillio continuo di luminarie . L’accensione delle luci interne ed esterne è stato un momento magico e tanto atteso dai numerosi bambini presenti, che, sulle note di “Sarà Natale Se”cantata dai folletti nella lingua dei segni, hanno assistito all’arrivo con il teletrasporto del nonno più amato del mondo e all’accensione delle numerose installazioni luminose. Una festa nella festa che è solo il preludio al cartellone di eventi che interesserà lo shopping center per tutto il periodo natalizio. «Un particolare ringraziamento a Valecenter per il contributo che dà al nostro territorio e alla nostra comunità – ha dichiarato il sindaco di Marcon, Matteo Romanello – oggi abbiamo acceso le luminarie qui ma presto le accenderemo anche a Marcon, Gaggio e San Liberale come n on accadeva da diversi anni. Da parte mia e di tutta l’Amministrazione comunale l’augurio per un felice e sereno Natale». La Casa di Babbo Natale è stata inaugurata al primo piano, con il tradizionale taglio del nastro: ospiterà laboratori e attività ludiche dedicate ai più piccoli e per tutti ci sarà sempre la possibilità di farsi scattare una foto insieme al “Grande vecchio con la barba bianca” che universalmente è riconosciuto come il simbolo magico del natale. «È bello vedere tutti questi bambini presenti – ha sottolineato il direttore del centro commerciale Alberto Marinelli – buone feste a tutti insieme a Valecenter».
Il Comitato della Piccola Industria di Confindustria Venezia e la Fondazione Musei Civici di Venezia hanno avviato una collaborazione tra arte, cultura e impresa affinché vengano sviluppati dei progetti per valorizzare il patrimonio culturale e allo stesso tempo metterlo a disposizione del tessuto economico del territorio. Un accordo in questo senso è stato sottoscritto dal Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Venezia, Agnese Lunardelli e dalla Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia Mariacristina Gribaudi, alla presenza dell’Assessore allo sviluppo economico del Comune di Venezia, Simone Venturini. L’accordo prevede la possibilità, per le aziende associate, di acquistare pacchetti di titoli di ingresso Museum Pass e di organizzare all’interno degli ambienti gestiti dalla Fondazione MUVE visite fuori orario ed esclusive, assemblee, riunioni ed eventi a tariffe agevolate. L’incontro tra pubblico e privato è favorito dall’Art Bonus «La collaborazione tra pubblico e privato e tra cultura e impresa – ha dichiarato l'Assessore Venturini – non è una novità di oggi, risale ai tempi della Serenissima. L'immenso patrimonio che abbiamo ereditato c'è perché le famiglie patrizie investivano anche in cultura e perché a loro volta ottenevano grandi ricavi dall'arte». «L’intento dell’accordo – ha sottolineato Agnese Lunardelli – è quello di favorire l’incontro tra imprese e cultura; siamo davvero felici di aver intrapreso con la Fondazione Musei Civici di Venezia questo nuovo percorso insieme. Il Gruppo Cultura, grazie al quale abbiamo raggiunto questo bel risultato, esiste solo in Confindustria Venezia Rovigo e questo per noi è motivo di grande orgoglio: nato con l’obiettivo di fare aggregazione e di proporre agli industriali delle nuove opportunità e delle occasioni di cultura, continuerà a lavorare in questa direzione». «Crediamo molto in questa ‘contaminazione’ tra pubblico e privato – spiega la presidente Muve Mariacristina Gribaudi – resa recentemente più accessibile e attuabile, soprattutto per gli investitori, anche grazie alle opportunità fiscali proposte dall’Art Bonus. È dunque con grande orgoglio e soddisfazione che sottoscriviamo questo importante accordo con Confindustria».
Le Sale Apollinee del teatro la Fenice sono il luogo ideale per ascoltare la musica da camera: dall’acustica perfetta e ‘intima’ come deve essere quella per composizioni che sono state pensate per essere eseguite nelle residenze aristocratiche. Musiche che in un qualche modo sono meno propense alla ‘spettacolarità’ del teatro e che richiedono una maggiore concentrazione da parte dell’ascoltatore. Malgrado questa ‘difficoltà’ della musica da camera, ha riscosso un lusinghiero successo di pubblico la prima stagione cameristica che si sta concludendo in queste settimane. E già è stata presentata la stagione 2018 che inizia dal prossimo gennaio, sempre promossa dall’associazione "Musikàmera”. Due concerti si terranno nella grande sala della Fenice e 12 concerti, con replica la sera successiva, riempiranno le Sale Apollinee. Dal Settecento al Novecento con esecutori internazionali Gli appuntamenti seguono un filo che tocca punti significativi della letteratura cameristica dal Settecento al Novecento. L’arco cronologico e il panorama stilistico proposti sono dunque ampi: un concerto è dedicato al periodo barocco e in particolare alla musica di Bach; del periodo classico vengono eseguiti brani  di Mozart (per pianoforte e per quartetto) e di Beethoven (per pianoforte e per trio); molto spazio viene concesso alla musica da camera dell’Ottocento, in particolare pezzi pianistici di Schubert, Schumann, Chopin, Liszt e Brahms, quartetti di Schubert, Verdi e Dvořák, le due Sonate per violoncello e pianoforte di Brahms; il Novecento è presente con Puccini, Debussy, Ravel, Busoni, Honegger e Copland. Gli interpreti sono scelti fra i nomi più importanti del panorama internazionale: i due recital in Sala Grande sono affidati al virtuoso russo Arcadi Volodos, specialista di Schubert, Brahms, Liszt e Rachmaninov, e al polacco Rafał Blechacz, interprete di irresistibile energia e di penetrante espressività, vincitore del Concorso Chopin di Varsavia nel 2005.
È stato il Convitto Marco Foscarini ad aggiudicarsi la 57° edizione della Coppa Faganelli, competizione di corsa campestre organizzata dal C.U.S. Venezia e riservata alle scuole medie cittadine, disputatasi nella pineta di Sant’Elena a Venezia. Nelle 6 gare disputate, l’istituto del centro storico ha vinto sia la classifica femminile (un medaglia d’oro, due argenti e due bronzi posti), sia maschile (due ori, due argenti ed un bronzo); al secondo posto si è classificato il plesso Volpi-Alpi di Favaro Veneto, al terzo la scuola Einaudi di Marghera, quarta la Foscolo di Malcontenta e quinto il Cavanis di Venezia. Ecco i vincitori delle gare, cui hanno partecipato circa 300 studenti: m.1000 (nati nel 2006): Fedra Lattuada (Foscarini) e Federico Centasso (Einaudi); m.1500 (nati nel 2005): Lisa Andranelli (Volpi) e Jules Wanner (Foscarini); m.2000 (nati nel 2004): Rodrigue Morales Monserrat (Volpi) e Giacomo Scarpa (Foscarini).   «Se da un lato – commenta Antonio Scarpa, dirigente responsabile della sezione atletica leggera del C.U.S. Venezia – c’è l’orgoglio di organizzare ininterrottamente questa manifestazione dal 1961, dall’altro dobbiamo purtroppo segnalare un leggero calo di partecipazione da parte delle scuole della città; sarà nostro impegno incrementarne il coinvolgimento per l’edizione del prossimo anno. Tutti insieme dobbiamo, infatti, continuare a dimostrare che Venezia è una città viva e che i suoi spazi pubblici, come la pineta d Sant’Elena, anche grazie a manifestazioni come la Coppa Faganelli, vanno preservati dal degrado».Alle cerimonia di premiazione, accanto alla “vecchia guardia” dell’atletica cussina, erano presenti il Presidente, Massimo Zanotto ed il Consigliere del C.U.S. Venezia, Franco Vianello Moro. Giovedì 16 Novembre (domani) si bissa con la corsa campestre nella pineta di Sant’Elena: si disputerà il 4° Trofeo Zandinella, riservato alle scuole superiori della città; preannunciati circa 200 partecipanti. Ecco l’elenco completo dei podi e le classifiche finali:   1° CATEGORIA FEMMINILE (2006) 1. Lattuada Fedra    Foscarini 2. Dall’acqua Rita    Einaudi 3. Aidone Lucrezia  Volpi   2° CATEGORIA FEMMINILE (2005) 1. Andreanelli Lisa  Volpi 2. Scarpa Camilla     Foscarini 3. Tsuchida Maddalena     Ffoscarini   3° CATEGORIA FEMMINILE (2004) 1. Rodrigue Morales Monserrat  Volpi 2. Colombo Anna         Foscarini 3. Dall’anese Anna   Foscarini   1° CATEGORIA MASCHILE (2006) 1. Centasso Federico             Einaudi 2. De cesto Davide     Foscarini 3. Bosna Pierandrea              Foscolo   2° CATEGORIA MASCHILE (2005) 1. Wanner Jules           Foscarini 2. Aly Belfadel Pietro         Einaudi 3. Keyta Ibrahima Nicolas Volpi   3° CATEGORIA MASCHILE (2004) 1. Scarpa Giacomo    Foscarini 2. Di Sopra Ettore      Foscarini 3. Bianchini Alberto     Foscarini            CLASSIFICA PER SCUOLE CATEGORIA FEMMINILE 1. Foscarini   punti   45 2. Volpi              34 3. Einaudi         30 4. Foscolo        22 5. Cavanis        22   CLASSIFICA PER SCUOLE CATEGORIA MASCHILE 1. Foscarini   punti    40 2. Volpi                     36 3. Foscolo                 33 4. Einaudi                 26 5. Cavanis                 18   CLASSIFICA FINALE PER SCUOLA (MASCHILE/FEMMINILE) 1. Foscarini   punti    85 2. Volpi                    70 3. Einaudi                 56 4. Foscolo                 55 5. Cavanis                 40
Senza le opportune modifiche l’insieme dei provvedimenti di impatto fiscale rischiano di essere un salasso da 107 milioni di euro di nuovi costi per le imprese artigiane venete. l’allarme è stato lanciato da Confartigianato Imprese Veneto che ha scelto una forma di protesta davvero inusuale: ha stampato delle “camicie di forza” con su scritto “Burocrazia e Fisco? Roba da Matti”. È questo il simbolo che è stato scelto per contestare uno Stato senza coraggio, che imprigiona le imprese artigiane e che si comporta in modo schizofrenico. «Se l’insieme dei provvedimenti di impatto fiscale non dovessero cambiare radicalmente – afferma Agostino Bonomo, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – riteniamo definitivamente rotto il rapporto di fiducia tra contribuente e Stato. Le imprese non possono continuare a pagare imposte in modo sempre più complicato e costoso e sempre più anticipatamente quando poi, i propri crediti non sono riconosciuti tali o veritieri. Non ci stiamo ad essere considerati, a priori, evasori salvo prova contraria. La logica della “cassa” sta destrutturando la nostra economia per via normativa. Non siamo d’accordo e non lo accettiamo». Si è rotto il rapporto di fiducia tra Stato e imprese: iniziative pressanti contro questa ‘Finanziaria’ Da lunedì 13 novembre è stato annunciato, le Associazioni provinciali di Confartigianato Imprese Veneto incontreranno i Prefetti, quali rappresentanti territoriali del Governo, consegnando loro il dossier di proposte simbolicamente avvolto in una camicia di forza. Ma la minaccia più esplicita espressa dal Presidente Bonomo tocca le esose tasche dello Stato: «Dopo di che, attraverso il "sistema associativo" di Confartigianato Imprese Veneto, sosterremo che i crediti verso lo Stato non sono più così certi e quindi inviteremo a fare attenzione a dare soldi che restano indebitamente in cassa. Come? Con un fuoco di fila di iniziative, ovviamente tutte all’interno della legalità, che diano un messaggio chiaro: non ci fidiamo più!». «L’azione di lobby di Confartigianato Imprese Veneto – conclude Bonomo – sarà pressante, a partire da questi giorni in cui, dopo le audizioni sulla manovra che costituiscono la prima fase della sessione di Bilancio, è iniziato il vaglio degli emendamenti per modificare il decreto legge fiscale 148/2017 collegato alla legge di Bilancio 2018. Per proseguire poi durante la discussione del decreto fiscale in Assemblea che inizierà mercoledì 15 novembre. Il fisco non può ridursi a esborsi non sostenibili e adempimenti impossibili che rischiano di generare ingiustizie e intasamento burocratico a dispetto dei proclami di semplificazione rimasti sulla carta. Una cosa inaccettabile che porta a dire: fisco? Burocrazia? Roba da matti! E sta facendo crescere la voglia di scendere in piazza».
Sabato 11 novembre, dalle ore 17, Massimo Luca sarà al centro commerciale Valecenter di Marcon (VE) per un emozionante concerto delle canzoni più amate della musica italiana. Considerato la “chitarra acustica” di quasi tutti i cantautori, italiani e non solo, con la sua chitarra “Martin”, protagonista di brani indimenticabili rimasti intatti nel tempo, è testimonianza di una discografia che non passerà mai. Massimo Luca, nella piazzetta centrale dello shopping center, eseguirà ancora una volta quelle note, quegli arpeggi, quelle melodie, così come fece in quei mitici dischi, suonando le canzoni di Lucio Battisti, Paolo Conte, Pierangelo Bertoli, Bruno Lauzi, Renato Carosone, Fabio Concato e altri ancora e raccontando così un importante pagina di musica. Una carriera pluridecennale passando da un successo all’altro, da premio a premio Massimo Luca, compositore e produttore discografico italiano, è stato il chitarrista acustico di Lucio Battisti, Mina, Fabrizio De André, Paolo Conte, Zucchero, Lucio Dalla, e molti altri. Il 23 aprile 1972 suona a Teatro 10 con Battisti durante lo storico duetto con Mina. Nel 1974 forma, insieme ad Umberto Tozzi e Damiano Dattoli, il gruppo dei Data. Come autore, con Paola Palma, vince il Festival di Sanremo 1998 in entrambe le categorie giovani e big con il brano Senza te o con te, interpretato da Annalisa Minetti. È coautore, insieme a Vince Tempera e al paroliere Luigi Albertelli, della sigla di Goldrake, noto cartone animato degli anni ‘70. È coautore insieme a Gianluca Grignani di Destinazione Paradiso, La mia storia tra le dita, Falco a metà, e degli altri brani contenuti nell’album di esordio di Grignani. Scopre e produce artisticamente, tra gli altri, Gianluca Grignani e Biagio Antonacci. Produce artisticamente anche Fabrizio Moro, Diego Mancino, Gerardina Trovato e Paola & Chiara. Grammy Award allo spot “Golia Bianca” (1986) migliore jingle Europeo, Kinder “5 cereali”, “Morositas”, “Kinder Sorpresa”, Happydent, e altri.
Fortunato Ortombina è il nuovo sovrintendente della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione, riunitosi alla presenza del presidente il sindaco Luigi Brugnaro, del vicepresidente Luigi De Siervo, dei consiglieri Franco Gallo, Giorgio Grosso e Teresa Cremisi, e dei revisori dei conti Gianfranco Perulli e Anna Maria Ustino, al termine della seduta ha annunciato la nomina, conferita con la collaborazione del Ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo Dario Franceschini, cui va il ringraziamento del Teatro. «Ringrazio il sindaco e il consiglio di indirizzo per la fiducia che mi hanno riconosciuto – ha dichiarato Ortombina – Il nostro punto di partenza è il lavoro fatto in questi anni: quello che abbiamo realizzato finora è solo l’inizio di un grande progetto che deve continuare. Si è parlato tanto di continuità e per noi continuità vuol dire proseguire nell’impegno a migliorare la qualità e la quantità della nostra proposta e della nostra relazione con il pubblico». «Sono convinto che con Ortombina si possano fare cose sempre migliori per la Fenice – queste le parole del sindaco Luigi Brugnaro – migliorando l’efficienza del teatro, raggiunta anche aumentando il numero delle produzioni e proponendo anche titoli attrattivi per il pubblico. Sono convinto che sia la scelta giusta per la Fenice e ringrazio il ministro Franceschini per il suo viatico a fare la scelta in piena autonomia, sintomo della sua piena fiducia nei confronti della città». Dal 2007 è alla direzione artistica della Fenice, incarico che continuerà a ricoprire             Nato a Mantova il 10 maggio 1960, Fortunato Ortombina ha compiuto gli studi musicali e umanistici al Conservatorio Arrigo Boito e all’Università di Parma. Dal 1980 al 1997 ha lavorato al Teatro Regio di Parma in qualità di professore d’orchestra, artista del coro, aiuto maestro del coro e maestro collaboratore (suggeritore, maestro di sala e di palcoscenico). Si è laureato in Lettere a pieni voti con lode nel 1987 con una tesi sul Teatro d’opera in Italia durante l’occupazione napoleonica, e seguendo corsi di filologia verdiana con Philip Gossett. Tra il 1988 e il 1990 ha collaborato al Festival Verdi con ricerche e pubblicazioni sulla civiltà musicale di Parma negli anni della formazione di Giuseppe Verdi. Successivamente ha preso parte al progetto di edizione delle opere di Giacomo Meyerbeer promosso dalla Ricordi di Monaco di Baviera e dall’Università di Bayreuth. Dal 1990 al 1998 ha lavorato all’Istituto nazionale di studi verdiani con particolari responsabilità sia per lo studio e la trascrizione degli autografi del compositore, tra cui l’abbozzo della Traviata, sia per la pubblicazione dei suoi carteggi con Giulio Ricordi, Salvadore Cammarano e Antonio Somma. Nel 1993 ha pubblicato l’unico autografo ad oggi conosciuto di Verdi su testo di Alessandro Manzoni, «Sgombra, o gentil», uno studio sulla genesi di Rigoletto e parte della biografia verdiana pubblicata nel cd rom Verdi realizzato dalla De Agostini. La pratica teatrale e gli studi musicologici hanno determinato nel loro complesso una formazione e un profilo professionale per i quali è stato chiamato ad assumere incarichi in alcuni tra i maggiori teatri d’opera italiani. Dal 1997 al 1998 è assistente musicale della direzione artistica del Teatro Regio di Torino; dal 1998 al 2001 è segretario artistico del Teatro San Carlo di Napoli; dal 2001 al 2002 direttore della programmazione artistica del Teatro La Fenice; dal 2003 al 2007 coordinatore della direzione artistica del Teatro alla Scala di Milano; dall’anno accademico 2005-2006 al 2009-2010 ha insegnato Storia dei sistemi produttivi musicali alla Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia. Da gennaio 2007 è direttore artistico del Teatro La Fenice, incarico che conserva anche ora che ha assunto la sovrintendenza della Fondazione.
«Dobbiamo abbandonare la cultura della lamentazione, abbiamo bisogno della voglia di fare e di innamorarsi delle cose da fare»: questo il messaggio lanciato dal segretario del Pd, Matteo Renzi nel corso della puntata veneziana del suo tour in treno per l’Italia. Ma questo suo invito aveva già avuto risposta all’inizio dell’appuntamento nella “Casa dell’Edilizia” di Marghera quando il presidente di Ance Venezia, Ugo Cavallin, aveva illustrato a Renzi il valore anche simbolico dell’edificio. Un’ex stabilimento abbandonato che è stato rigenerato dall’investimento dei costruttori veneziani: «questo edificio è un simbolo del nostro sforzo per la modernizzazione – ha sottolineato Cavallin – Abbiamo deciso di investire su quello che era poco più di uno scheletro perché non solo crediamo nella ripresa economica, ma siamo anche pronti a metterci del nostro». Con questo spirito, il presidente dei costruttori veneziani non ha risparmiato critiche al Governo, ed implicitamente anche all’ex presidente del consiglio e leader dell’attuale partito di maggioranza: «Peccato che queste potenzialità siano rimaste inutilizzate. Puntare sull’edilizia sarebbe un dovere imperativo, purtroppo anche gli impegni assunti con il cosiddetto “patto per Venezia” non si sono trasformati in lavori per l’edilizia». Necessario liberare dalla burocrazia l’edilizia, vera molla per il rilancio dell’economia Questo argomento sarà poi ripreso, e sostanzialmente confermato, da Renzi quando ricorderà che ci sono a disposizione 2 miliardi sulla legge per le periferie e altri 9 per il riassetto idrogeologico: soldi che restano sulla carta e che non stanno finanziando la ripresa economica. Ma c’è un altra sostanziale questione che deve essere affrontata sul piano legislativo per liberare le concrete potenzialità del comparto edile: l’equazione costruttori – corruttori, come l’ha esplicitata il Presidente Cavallin ha esplicitato a Renzi. «Non è tollerabile – ha detto – che comportamenti criminali penalizzino un intero comparto: la legislazione italiana ripropone anche nel recente ‘codice degli appalti’ tutti i vincoli che derivano da questa equazione. Oltretutto con il risultato che gli stessi amministratori pubblici sono disorientati e preoccupati di assumere provvedimenti che un domani potrebbero essere vagliati dalla magistratura». Sostanzialmente, come poi sottolineato anche dal Presidente degli industriali veneziani, Vincenzo Marinese, la prima necessità per dare slancio alla ripartenza dell’economia veneziana è quella di una semplificazione delle procedure e delle autorizzazioni che oggi scoraggiano chi vuole investire e costruire il futuro.
Sono ancora tanti i Comuni italiani che continuano a disattendere i diktat europei in materia di rifiuti urbani e continuano a conferirli in discarica, creando un danno sia all’ambiente sia alla comunità in termini economici. Lo conferma l’ultima indagine dell’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale, Ispra. Ne emerge che il nostro Paese smaltisce in discarica ancora il 29% dei rifiuti rispetto a Germania, Svezia, Belgio, Danimarca e Paesi Bassi che fanno registrare percentuali molto basse, fino all’1,4%. Peggio dell’Italia fanno Spagna e Grecia con oltre il 55%, mentre Paesi come Cipro, Croazia, Grecia e Malta sono oltre l’80% di smaltimento in discarica. Comunque anche all’interno del nostro Paese ci sono situazioni assai diversificate anche relativamente al costo pro-capite annuo per i cittadini comprendendo in questo parametro sia i costi di gestione dei rifiuti indifferenziati e delle raccolte differenziate, sia i costi generali del servizio. Ovviamente il costo di Venezia è il più alto perché drogato dai pochi abitanti e dai tanti turisti Com’era da attendersi, per antica ‘tradizione’, il costo più è quello di Trento con un costo pro capite di soli 152,86 €/abitante per anno e una raccolta differenziata pari al 78,9%. Seguono Aosta (65,5%, 194,82 €), Perugia (62,2%, 222.84 €), Milano (57,6%, 222,49 €) e Ancona (53,6%, 200,53 €). L’analisi dei dati mostra invece che il costo è più alto nelle città del Mezzogiorno e, in particolare, a Palermo che fa registrare 305,23 €/abitante per anno a cui si lega un livello di raccolta differenziata molto basso pari al 7,2%. Il dato relativo alla città di Venezia che riporta un costo di 335,05 €/abitante per anno va valutato – fa notare Ispra - tenendo conto delle peculiarità del comune sia riguardo ai grandi flussi turistici che alle modalità di raccolta.

Notice: Undefined variable: vtype in /home/adaster/public_html/appr/app_film.php on line 44

Notice: Undefined variable: vtype in /home/adaster/public_html/appr/app_film.php on line 48





Notice: Undefined offset: 0 in /home/adaster/public_html/appr/app_film.php on line 59

Asterisco Informazioni di Fabrizio Stelluto - P.I. 02954650277